In data 13 febbraio, presso il Teatro comunale di Mesagne, gli alunni delle classi prime e terze dell’Epifanio Ferdinando hanno assistito allo spettacolo “Decameron” rappresentato brillantemente dagli studenti del Coreutico. “Meravigliosa cosa è da udire quello che io debbo dire” : questa è la frase che si trova nelle prime pagine del Decameron di Giovanni Boccaccio. L’opera racconta la vicenda di 10 giovani, che si ritirano in una villa di campagna per sfuggire alla peste nera che colpì Firenze nel 1348. In questa villa, i giovani trascorrono le giornate raccontandosi delle novelle, precisamente 1 a testa per 10 giorni. Lo sfondo storico della peste e le 10 giornate immerse nella natura rappresentano la cornice dell’opera. Il Decameron è soprattutto un’opera monumentale, perché ha presentato un vasto repertorio di dinamiche dell’esistenza umana. I quadri delineati ripropongono gli aspetti tragico-comici della vita degli uomini, aspetti che gli alunni del Coreutico hanno, con il loro ballo, evidenziato. La riscrittura sotto forma di balletto è stata a cura della professoressa Rosy Rizzo, le coreografie a cura dei prof Cirillo, Montanaro, Semeraro e Valentino. Le musiche e le scenografie sono state curate dai docenti Corvino, Stefanizzi, Tarantino e Zoppi . I temi evidenziati dalla danza sono fortuna, amore e ingegno. Attraverso questo spettacolo ci si rende conto che il Decameron ha ancora qualcosa da dire: basti pensare al periodo della pandemia, precisamente alla necessità di incontrarsi sui social, sui gruppi Whatsapp, per sfuggire ad un mondo che in quel momento era “malato”. L’arte di questi giovani ballerini ha rappresentato l’energia di quei giovani di Boccaccio dentro quella villa in campagna, l’energia inesauribile della giovinezza.
M.S.